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Cultura di Porto Rico. idea regalo anniversario

La cultura di Porto Rico è il risultato dell’unione di numerose altre culture, tra cui se ne distinguono quattro principali: Taino, spagnola, africana e statunitense. Dagli amerindi Taino i portoricani hanno ereditato molti nomi di città, di alimenti e di altri oggetti; dai
coloni spagnoli hanno ereditato la lingua spagnola, la religione cattolica e la maggior parte delle loro tradizioni e dei loro valori culturali e morali; dagli schiavi africani hanno ereditato la bomba e la plena, particolari tipi di musica e di danza che includono l’utilizzo di strumenti di percussione e maracas; dagli statunitensi, infine, hanno ereditato la lingua inglese, il sistema universitario e svariate forme ibride culturali sviluppatesi tra il continente e l’isola.

I simboli nazionali ufficiali sono tre: l’uccello Reinita mora (Spindalis portoricensis), il fiore Flor de Maga (Thespesia grandiflora) e l’albero Ceiba o Kapok (Ceiba pentandra). Ma è la piccola rana arborea Coquí (Eleutherodactylus coqui) il simbolo più noto e popolare, sebbene sia un simbolo non ufficiale, così come lo è la figura del jíbaro, anch’essa molto diffusa.

Un aspetto molto conosciuto nonché invidiato della cultura portoricana è la bellezza femminile, ben rappresentata nei concorsi di Miss Mondo, con una vittoria nel 1975, e soprattutto di Miss Universo, con ben cinque vittorie nel 1970, 1985, 1993, 2001 e 2006.

Festività nazionali

data nome italiano nome spagnolo
1° gennaio Capodanno Año Nuevo
6

Allegria di naufragi. poesie anniversario

Allegria di naufragi è il titolo di una raccolta di poesie di Giuseppe Ungaretti.

Il primo nucleo di poesie, che entrò poi a far parte della raccolta, fu stampato ad Udine nel 1916, durante la prima guerra mondiale, ed era intitolato “Il Porto sepolto“. Una seconda edizione, battezzata appunto “L’Allegria di naufragi“, viene pubblicata nel 1919. In questa seconda edizione vengono aggiunte alcune nuove poesie, fra cui quella che da’ il titolo alla raccolta. La raccolta contiene poesie scritte a partire del 1914.
Infine, a partire da un’edizione del 1931, la raccolta viene presentata con il semplice titolo di “Allegria“.

Ungaretti cosí spiegò, anni più tardi, le ragioni di quel titolo:

Come nacque questo titolo dell’Allegria di Naufragi? (…) Ebbene, perché, insomma, la poesia, l’uomo in tutte le sue imprese anche quando crede di essere arrivato in porto, sí ci arriva, ma ci arriva da naufrago, ci arriva dopo aver lasciato molte illusioni se non aver subito dei veri disastri. Ma il fatto di essere comunque arrivato in porto anche dopo un naufragio, dà un certo piacere, no?, dà un’allegria. Ecco: Allegria di naufragi.

Al centro della raccolta è l’esperienza della guerra combattuta dal poeta in trincea, guerra alla quale il poeta aveva pur aderito come interventista e volontario. Infatti, l’Allegria si presenta come un diario del tempo di guerra, e ognuno dei componimenti è seguito dall’indicazione del luogo e della data.

I temi poetici assumo spesso la froma del viaggio e del naufragio, allora frequenti nella poesia simbolista. Il viaggio rappresenta la volontà di ricominciare dopo gli orrori della guerra mondiale, mentre il termine naufragio significa la crisi avvertita da un’intera generazione durante il conflitto.
La poesia è il mezzo per affermare la propria dignità e umanità, per ritrovare se stessi dopo la catastrofe.

La poesia del titolo

Allegria di naufragi,</br>
Versa il 14 febbraio 1917

E subito riprende
Il viaggio
Come
Dopo il naufragio
Un superstite
Lupo di mare.

Giorgio Baffo. poesie anniversario

Vita e opere

Baffo è noto soprattutto per i suoi componimenti licenziosi in veneziano, ma scrisse anche contro la corruzione della sua città, soprattutto del clero.

Si trovò spesso in polemica con Carlo Goldoni e i suoi seguaci, e intraprese con loro una diatriba in versi, provocata dalla rappresentazione del Filosofo Inglese, che nel gennaio del 1754 era l’opera teatrale più vista insieme a Pamela Maritata di Pietro Chiari . La sua opera è stata rivalutata più volte nel corso della storia e vivamente apprezzata da Stendhal e Guillaume Apollinaire che tradusse in francese una buona parte delle poesie dette “barone” di Giorgio Baffo.

Anton Maria Lamberti. poesie anniversario

Console dei Cavalieri di Malta a Venezia, con la fine della Repubblica si ritirò a Belluno (dove morì nel 1832) con un modesto impiego. Scrisse moltissimo in dialetto veneziano: gran parte della sua produzione in versi è raccolta nei tre volumi delle Poesie (1817).

Tra esse spiccano le orecchiabili e maliziose canzonette, tra cui celebre è La biondina in gondoleta (1788) che fu musicata da Johann Simon Mayr.

Scrisse anche varie malinconiche composizioni di gusto arcadico che si adattano bene al tramonto di Venezia. Fu anche un acuto osservatore di costume (alcuni suoi inediti sono stati pubblicati con il titolo di “Ceti e classi sociali del ‘700” nel 1959).

Tradusse in veneziano alcune poesie di Giovanni Meli.